Le elezioni 2013 saranno a prova di Fact Checking

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Quante volte ci siamo chiesti, fissando la televisione o ascoltando la radio, se il politico di turno ci stesse raccontando un mucchio di balle? Probabilmente tante, a prescindere dal tifo per l’uno o per l’altro o dalla competenza sull’argomento. Ma durante questa campagna elettorale le bugie potrebbero avere le gambe più corte del solito grazie al Fact checking.

Nato negli Stati Uniti  è un’espressione inglese che significa “verifica dei fatti”.  In questi giorni promette di far conoscere le sue virtù anche a noi italiani. Un gruppo di docenti dell’Università di Tor Vergata si sta occupando di vagliare le dichiarazioni dei candidati Premier rilasciate durante il programma tv di Sky “Lo Spoglio”. Un passo avanti. Sulla rete, invece, le pulci ai politici si fanno già da qualche tempo. Ecco dove:

Il primo sito internet che vi segnaliamo è (https://factchecking.civiclinks.it/it/) della Fondazione Ahref. Consente a chiunque di avere un ruolo «attivo e partecipativo» nella verifica dei fatti. Hai un dubbio su una dichiarazione o una notizia di un quotidiano nazionale? Puoi pubblicare la tua incertezza e la fonte del “disagio”. A quel punto qualsiasi cittadino informato che si trova sul sito potrà informarci se siamo di fronte a una panzana o se la notizia è vera, postando le prove di quanto afferma.

Il secondo è (www.pagellapolitica.it). Citato in una puntata di “Porta a Porta” del Presidente del Consiglio Mario Monti, è gestito da un gruppo di giovani. La loro missione, scrivono, è quella di «iniettare una dose di oggettività nella politica italiana». C’è la foto del politico, la sua dichiarazione accanto e un indicatore luminoso che segnala se siamo in presenza di una verità, se la risposta è un po’ imprecisa «c’eri quasi», se è vera a metà «nì», o se siamo davanti ad un «pinocchio andante» o una «panzana pazzesca». All’interno del portale troviamo anche le pagelle, politico per politico: la percentuale di verità dette rispetto alle dichiarazioni esaminate.

L’ultimo è (www.promessepubbliche.com). In questo caso siamo di fronte all’analisi delle promesse fatte da personaggi in vista. La redazione è formata da un gruppo di giovani giornalisti. Sono loro a scegliere la promessa, a segnalare se sia «in corso» o «in scadenza» e, al termine a “timbrarla” come «mantenuta», «compromessa», «non mantenuta».

Luigi Brindisi @Luigi_Brindisi

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