BuzzFeed e la scommessa dell’advertorial

Jonah Peretti

Jonah Peretti, Ceo di BuzzFeed

L’annuncio è arrivato poche ore dopo quello di Andrew Sullivan. Jonah Peretti, il Ceo del sito BuzzFeed, ha ricevuto 19,3 milioni di dollari da investitori privati per finanziare il suo modello di business applicato al giornalismo. Forse è una coincidenza, ma la concomitanza delle due notizie sembra segnare un nuovo inizio per il giornalismo on line. E Peretti ne sarà uno dei protagonisti.

Il cofondatore dell’Huffington Post ha spiazzato tutti: BuzzFeed genera utili senza pubblicità tradizionale, banner e pop-up grazie alla fila di investitori che ha alla porta (dal finanziatore di Twitter e Tumblr Union Square Ventures, al gruppo Hearst fino a SoftBank). Perché?

La parola magica è advertorial: contenuti pubblicitari che sembrano contenuti editoriali. Come spiega Peretti al sito businessinsider.com, «le più grandi entrate per BuzzFeed sono le aziende che diventano editori. Loro utilizzano il pubblico del sito (40 milioni di utenti) e noi li aiutiamo a gestire le loro campagne pubblicitarie social. Il concetto è rendere interessante un contenuto e ottimizzarlo per la condivisione». Esempio di advertorial è quello della Toyota: ha pagato BuzzFeed per creare un contenuto condivisibile che pubblicizzasse una sua automobile ibrida. Lo staff di Peretti ha lanciato questo post.

«In Internet – continua Peretti – gli utenti vogliono contenuti da mostrare agli altri, anche se a loro stessi non piacciono». E’ la rivoluzione del mercato pubblicitario. In quest’ottica, lo sharing sui social network è più efficace del rating sui motori di ricerca. Il dominio di Google è finito: «Mi sono accorto che i social network sono più potenti di Google quando ho ricevuto decine di mail di utenti arrabbiati per non aver trovato contenuti condivisibili su BuzzFeed». In effetti il sito di Peretti è famoso per le foto gallery di cuccioli e le meme (immagini ironiche che diventano virali sul web). E’ la morte del giornalismo di qualità? Non proprio. Come scrive Derek Thompson su The Atlantic «Sullivan ha dimostrato che un pubblico affezionato è disposto a pagare per un supposto giornalismo on line indipendente mentre BuzzeFeed ha rotto le barriere dell’advertorial. Il futuro del giornalismo pagato sarà probabilmente una sintesi di queste due esperienze». In un solo anno BuzzFeed ha prodotto 46 milioni di dollari di profitto. Non poco di questi tempi. Ma sarà sempre possibile distinguere le notizie dalla pubblicità?

Luigi Caputo @LuiCaput

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