La globalizzazione salverà i quotidiani?

4994969007_09e9867994_b

Doveva accadere prima o poi. Se si dispone di una lingua usata da quasi un miliardo e mezzo di persone nel mondo come l’inglese, perché non farla diventare un mezzo di espansione globale? E così quel traffico che arriva dall’estero per i quotidiani inglesi dopo essersi rivelato un aiutino non da poco per gli anemici conti dei quotidiani britannici, si sta trasformando ora in una strategia di crescita. I numeri sembrano sostenere la tesi: il 55% dei visitatori dei siti di informazione inglesi sono stranieri, un terzo dei quali americani.

Rischi e ostacoli non mancano. Primo fra tutti, quello della pubblicità: se i contenuti possono essere adattati, trovare delle multinazionali interessate a investire in pubblicità globale è un’impresa.
Il Mail Online sta già tentando l’espansione negli States e dovrebbe farcela, come sostiene l’analista Paul Zwillenberg del Boston Consulting Group: “E’ già terzo in termini di traffico dopo il Washington Post e il New York Times, ma è anche un brand nuovo per la pubblicità”. Per il momento, però, pare che il 60% degli investimenti pubblicitari arrivi dalla Gran Bretagna.

Una possibile soluzione potrebbe essere quella di far pagare l’edizione digitale, come il Financial Times che è riuscito a far iscrivere al servizio 312mila fra persone e società. Ed è stata, all’inverso, la strategia di espansione in Asia del Wall Street Journal americano. E’ la strada tentata anche dal britannico Daily Telegraph, che però ha provato a “conquistare” gli stranieri proponendo una speciale offerta da 1,99 sterline per 20 articoli mensili. Non si sa se abbia funzionato o meno: il quotidiano non ha ancora rivelato i dettagli dell’operazione.

Le difficoltà, comunque, non scoraggiano i quotidiani made in UK. Mentre il Guardian guarda al mercato statunitense, il Mail si sta già preparando al lancio in altri mercati anglofoni, a cominciare dall’India.
Ma se la globalizzazione dei giornali britannici può essere la loro salvezza, per quelli di altri Paesi, come l’Italia, quale sarà la strada? Arrendersi anch’essi alla lingua inglese?

Di Daniele Mancavice direttore del Corriere della Sera @Daniele_manca

Greta Sclaunich, collaboratrice di CorrierEconomia e curatrice del blog eStory su Corriere.it @gretascl

 

Annunci

One thought on “La globalizzazione salverà i quotidiani?

  1. Pingback: Editoria globale, la terza via dei media online | Estory

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...