Beppe Severgnini: ” Con Twitter siamo tutti Columnist”

“Uno spazzolino per il cervello”: così Beppe Severgnini definisce Twitter nel suo ultimo libro, Italiani disevergnini
domani. 8 porte sul futuro. E se lo dice lui, vincitore del Tweet Awards 2012 come miglior giornalista su
Twitter, possiamo fidarci.

Alcuni suoi colleghi pensano che il giornalismo, con l’avvento di Internet, stia morendo. È così, o sta
solamente evolvendo?

«Internet ha cambiato il giornalismo non solo in modo tecnico. Ha posto un problema economico,
distribuendo gratuitamente materiale prima a pagamento. Ha consentito l’accesso a mezzi di
comunicazione di massa ai non professionisti. Un giornalista, per potersi guadagnare la vita con il proprio
lavoro, deve essere più sofisticato di qualcuno che lo fa come passatempo».

Con Twitter, le notizie vengono diffuse senza più passare attraverso i media tradizionali. I giornalisti
hanno perso il loro ruolo?

«È evidente che la rete ha permesso di scavalcare il mediatore. Chiunque può aprire un account Twitter.
Pensate, però, a quanto lavoro per un giornalista: sintetizzare, chiarificare, anticipare, sono verbi
importanti e remunerativi. Spiegare bene e in modo divertente permette di vendere un prodotto. Io offro
scena e retroscena di una vicenda: la notizia è conosciuta, ma aggiungo un particolare, con un uso antico
della scrittura sintetica che i moderni non capiscono».

Cosa può dare di più Twitter ad un giornalista?

«Con Twitter tutti diventano columnist. Qualunque collega, anche un giovane reporter, può esserlo. In
passato, finché un direttore non diceva “Adesso puoi esprimere un’opinione”, non potevi farlo perché
dovevi passare attraverso le forche caudine del giornale».

Come regolarsi, allora, nell’esprimere il proprio pensiero?

«Tre parole: ricorda chi sei. Non dimentico di essere associato, agli occhi di chi legge, al Corriere della Sera.
Divertitevi, portate un valore aggiunto. E sappiate di utilizzare uno strumento potentissimo: un tweet, se
ritwittato, diventa esponenziale».

Torniamo alla nostra definizione iniziale: spazzolino del cervello. Che significa?

«Twitter è un esercizio di sintesi. Riassumere i fatti e condensarli in 140 caratteri è un’operazione favolosa.
E’ igiene mentale quotidiana, un filo interdentale per i denti del cervello. Costringe ad eliminare il
superfluo. Se si usano 140 caratteri, ma si fanno 70 tweet al giorno, si sbaglia. Una macchina della verità:
si capisce se sei in gamba, se sei spiritoso, se sei un pallone gonfiato. Il mio consiglio per molti è: non usate
Twitter. Molti politici sono talmente narcisisti che non capiscono di scoprire le proprie difese. Twitter fa
capire come sono le persone, e per alcuni è meglio rimanere nel dubbio».

di Angela Tisbe Ciociola @angelatisbe

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One thought on “Beppe Severgnini: ” Con Twitter siamo tutti Columnist”

  1. Pingback: #Satirabreve: informarsi (ridendo) in 140 caratteri | Scritture Brevi: il Blog

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