Twitter meglio dei giornalisti per tutelare le opposizioni?

 

“L’Italia va male perché tutti quelli in gamba sono su twitter”, ha twittato (appunto) il martedì 20 novembre Fabio Volo. Il fenomeno sta assumendo sempre più peso nella comunicazione politica, le primarie del centro sinistra del prossimo 25 novembre, sono l’esempio più lampante. La classifica, appena pubblicata, dei politici italiani più influenti su twitter vede Matteo Renzi in testa, seguito da Pierluigi Bersani, che però, secondo Corriere.it lo batte quanto a gradimento degli utenti. Nichi Vendola recupera otto posizioni, attestandosi al settimo posto nella top ten, ma batte i suoi sfidanti quanto a numero di follower: quasi 260.000.

Una battaglia che lascia spazio a poche parole, che si gioca sul numero di “seguaci” e rincorsa alla notizia. Che sia un mezzo, per i politici, per esaltare la propria immagine personale è innegabile, così come anche un mezzo più immediato di tv e giornali per diffondere rettifiche e chiarimenti. Forse per questo, Roberto Formigoni non ha mancato di polemizzare duramente con i suoi oppositori e con Roberto Maroni, durante la crisi di Regione Lombardia, e ha annunciato la composizione della nuova giunta attraverso una serie di cinguettii. Anche Laura Puppato, unica donna nella rosa dei candidati alla guida del centro sinistra, dopo una criticata performance nel confronto a cinque su SKY, aveva cercato il riscatto su twitter, accusando tra l’altro Renzi di aver ricevuto suggerimenti via sms durante la diretta. Per i più deboli, un’arma di autodifesa, insomma.

Secondo uno studio dell’agenzia americana Fleishman Hillard, in alcuni Paesi, come Cile e Russia, i canali d’informazione sono sbilanciati a favore del governo e l’opposizione ricorre a twitter per dare adeguata copertura alle proprie iniziative e proposte. Anche nei più “politically correct” Stati Uniti, in occasione delle recenti elezioni presidenziali, si è sostenuto che fosse uno strumento più utile all’opposizione repubblicana che a Obama: “cambieremo Washington entra perfettamente in 140caratteri, giustificare la riforma sanitaria e la disoccupazione in pocheparole è ben più complicato” dicevano i commentatori politici.

L’evoluzione della comunicazione, propria dell’era di internet, haraggiunto il suo apice con twitter, divenuto luogo per eccellenza per creare scoop, provocare e discutere innescando infiniti botta e risposta. Al “social network dei telegrammi pubblici”, come lo chiama il Financial Times, si deve riconoscere sta diventando un’autentica fonte d’informazione e persuasione. Una nuova forma di giornalismo partecipativo, o un fai-da-te che svilisce l’autenticità e la serietà delle notizie?

Silvia Sciorilli Borrelli @silviasciorilli

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